A trent’anni dall’arrivo di Internet in Italia a Catania nasce Rete Ribelle

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Sono trenta gli anni che ci separano dal primo collegamento dell’Italia a Internet, quando Stefano Trumpy, Luciano Lenzini e Antonio Blasco Bonito si sono collegati ad Arpanet dal CNUCE di Pisa.

Nel 1993, poco tempo dopo, nasceva al CERN il WWW e veniva rilasciata la prima interfaccia grafica, il Mosaic. Tutto questo avvenne a Bologna. Questo fu il primo Comune che fece “rete”.

Fu protagonista e promotore della rete civica Iperbole. Nata dal felice incontro fra la visione politico-strategica dell’amministrazione pubblica locale, aperta per tradizione all’uso delle tecnologie.

La composizione meticcia del team che lavorò al suo progetto, umanistica e tecnico scientifica,  fece nascere un team progettuale sfidante e all’avanguardia che produsse partenariati pubblico privati che ne rafforzavano le caratteristiche di best practice avanzata.

Forse tutto ciò fu dovuto ad una fortunata coincidenza di relazioni, ma è certo che si sono incontrate concrete volontà politiche di innovazione. Va ricordato il primo assessore all’innovazione amministrativa Stefano Bonaga.

Il 9 gennaio 1995, presso l’Ufficio per le Relazioni con il Pubblico, in p.zza Maggiore, centro amministrativo, civile, storico e simbolico di Bologna, venne aperto lo Sportello Iperbole. Un front office aperto tutta la giornata, per la distribuzione gratuita delle connessioni alla rete civica cittadina dedicato all’accoglienza e all’accompagnamento dei “ netizens”, coloro che partecipano attivamente alla vita di internet, nella nascente comunità digitale.

I servizi forniti erano: acceso gratuito alla Rete Civica a tutti i cittadini residenti maggiorenni, agli Enti pubblici metropolitani, alle Scuole ecc; una casella di posta elettronica per comunicare anche con l’Amministrazione Comunale in tempo reale; gruppi di discussione e dibattito di Bologna e del mondo; una pagina Web della Rete Civica di Bologna.

Un percorso di innovazione tecnologica e sociale che si reinventa e sperimenta di continuo fino ad oggi.  Con progetti quali l’Agenda Digitale Locale scritta in modo partecipato, con la piattaforma collaborativa “Comunità”, ambiente di condivisione dei beni comuni, materiali ed immateriali, con i progetti per la città-comunità digitale metropolitana.

Per chiudere in bellezza, con lo Statuto Metropolitano “Carte per la nuova cittadinanza”, Bologna si è impegnata sul piano formale e sostanziale recitando:

“ Tutti i cittadini hanno eguale diritto di accedere alla rete internet, in condizione di parità, con modalità tecnologicamente adeguate e che rimuovano ogni ostacolo di ordine economico, sociale e territoriale. La città s’impegna a sviluppare progettualità adeguate per garantire l’esercizio di tale diritto”.

Fu la prima esperienza italiana e la seconda in Europa.

Catania non vuole essere da meno. Dal basso nasce Generazione Ypsilon, un’associazione di attivisti con competenze in più settori: giuridico, giornalistico, artistico e politico.

Il suo team si adopera per promuovere il riconoscimento del diritto di accesso ad internet tra i principi fondamentali dell’ordinamento italiano ed europeo. Ha redatto specifiche proposte normative per formalizzare il diritto di accesso ad Internet nel Trattato europeo, nello Statuto della Regione Siciliana e negli Statuti comunali. Ed ha elaborato numerosi casi di studio in materia di Trasparenza, OpenGov, OpenData.

E proprio nel suo impegno concreto di sensibilizzazione della cultura digitale per migliorare la società grazie all’utilizzo delle ICT ( Information and Communications Technology ) nasce il progetto Rete Ribelle.

 

Elisa Riccobono

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